Mattarte (Matta Antichità srl) è una realtà piemontese, specializzata nella compravendita di Arte ed Antiquariato, nata nel 1896. L’Antiquariato ha sempre rappresentato una passione di Famiglia e oggi, tramite Pinuccia Matta e Raffaello Lucchese, perito ed esperto d’Arte del Tribunale di Torino, l’attività arriva alla quarta generazione.
La Galleria partecipa abitualmente alle Fiere Antiquarie di Modenantiquaria e ad AMART di Milano.
Raffello Lucchese è Consigliere dell’Associazione piemontese Antiquari e la Galleria è iscritta alla FIMA.

Scena campestre in un paesaggio lacustre
Donato Creti (Cremona 1671 – Bologna 1749)
Olio su tela cm.57,5×76,3
Il dipinto è importante acquisizione al catalogo del grandissimo Maestro, il cui percorso poetico ed intellettuale ha segnato i percorsi dell’arte europea nella prima metà del Settecento per la qualità della ricerca e della resa, impeccabile.
L’opera è da mettere in relazione alla serie delle “Osservazioni Astronomiche” commissionate nel 1711 dal conte bolognese Luigi Marsili per farne dono al papa Clemente XI (pontefice dal 1700 al 1721), oggi conservate ai Musi Vaticani.
Al pittore Nunzio Ferraiuoli (Nocera dei Pagani 1661 – Bologna 1735) è da assegnare lo skyline in lontananza e la luminosa valle.
Expertise a cura della Prof. Donatella Biagi Maino.

Madonna con Bambino e San Giovannino
Barbara Longhi (Ravenna, 21 settembre 1552 – 23 dicembre 1638)
Firmato sullo stendardo della Croce: “ (ECCE) LON NGUS\ DEI”
Olio su tela, cm. 40,2×35,1.
Contornata da eccezionale cornice coeva.
Barbara Longhi è ricordata da Vasari come meravigliosa nell’arte di pittrice, rientrando a pieno merito tra le famose “donne pittrici”. L’inedita opera è un vero gioiello di pittura di intimità domestica col Bambino rivolto eccezionalmente verso il basso (questo espediente fu eseguito anche da Lavinia Fontana). Barbara, figlia del pittore manierista Luca Longhi, nacque a Ravenna nel 1552, dove trascorse tutta la sua vita. All’interno della bottega paterna, nella quale operava anche il fratello maggiore Francesco, apprese le tecniche pittoriche. La giovane mostrò sin dall’infanzia una precoce inclinazione per il disegno e per la pittura, tanto che il padre le concesse di affiancarlo nel lavoro, con il compito di realizzare opere devozionali di piccolo formato, su committenza dell’aristocrazia romagnola. Barbara manifestò presto anche una sorprendente indipendenza dalle opere del padre e del fratello, rispetto alle quali le sue opere evidenziano una maggiore partecipazione emotiva.
Il Vasari, che aveva conosciuto Barbara di persona, avendo soggiornato un paio di mesi a Ravenna, dice di lei: «Sappiate che in Ravenna è hoggi una fanciulla di età di diciotto anni figliola di Messer Luca Longhi eccellentissimo pittore, la quale in questa arte è sì meravigliosa, che il padre stesso comincia a meravigliarsi di lei, e massime nella parte de’ ritratti ch’ella a pena darà una occhiata a una persona, che meglio la finge di chiunque altro più che mediocremente esercitato. havendola tuttavia dinanzi non farebbe: il suo nome è Barbara.» E ancora «disegna molto bene; ed ha cominciato a colorire alcuna cosa con assai buona grazia e maniera».
L’opera, oggetto di studio, trae origine da riferimenti Raffaelleschi (Madonna del Velo, Museo Condè di Chantilly) nonché Leonardeschi apparendo nel ductus pittorico di eccellente qualità rispetto ad altre sue opere sicure. L’uso del colore è vivido e squillante e le figure sviluppano ormai una sicurezza dalle forme monumentali anche nel piccolo formato.
Alcune opere di Barbara, come questa, appaiono piccoli e potenti capolavori, opere impegnate, sofisticate, che guardano insistentemente l’opera del Parmigianino, ponendole come punti di arrivo dell’attività artistica della pittrice.
Il dipinto è da datarsi tra il 1595 e il 1605 per confronto sia con la “Madonna che adora il Gesù dormiente”, (Baltimora Museum), sia con la “Madonna con Bambino e San Giovannino”, (Vienna, Dorotheum), che con la “Madonna col Bambino che incorona una monaca” (Parigi, Museo del Louvre).
Bibliografia di riferimento:
– I Longhi. Luca , Francesco, Barbara, pittori ravennati. Giordano Viroli (pg.193-211)
– Barbara Longhi of Ravenna, Liana De Girolami Cheney
Pubblicazioni ed Esposizioni:
Di femminea mano. Italian Female Painters from 16th to the 18th Century. Londra, Lampronti Gallery.

Raro orologio in bronzo dorato Luigi XVI
Pierre II Gille, detto Gille l’Aîné (1723-1784).
Parigi, 1770-1775 circa
Altezza 32 cm; larghezza 20 cm; profondità 15,5 cm

Cassettone astigiano con intarsio “a paesini”
Impiallacciato in legno di noce, bosso, e palissandro, a quattro cassetti, con gambe a trottola.
Asti, 1680 circa.
Il raro cassettone racconta attraverso i suoi intarsi le sorti delle città prima e dopo le guerre. Sul piano è raffigurata la città di asti.
Dimensioni: h.cm.104x135x56
Stato di conservazione: ottimo.
Cassettone di impianto austero
Bibl. di rif.: Minusieri ed Ebanisti del Piemonte. Storia e immagini del mobile piemontese 1636 – 1844. Daniela Piazza Editore, Roberto Antonetto, pg.101 n.166\117.